No, bere l’acqua del rubinetto non equivale a bere acqua naturale in bottiglia.
In molti potrebbero pensare che non ci sia nessuna differenza tra acqua minerale e acqua potabile, tuttavia le due tipologie hanno origini distinte e sono disciplinate da leggi diverse.
Le principali differenze riguardano la provenienza, la composizione e il trattamento.
L’acqua potabile può infatti provenire da fonti naturali (fiumi, laghi, falde sotterranee) o dalla rete idrica urbana. L’acqua minerale, invece, sgorga esclusivamente da una fonte sotterranea naturale, incontaminata e protetta, ed è microbiologicamente pura all’origine.
Per diventare tale, l’acqua potabile subisce trattamenti di potabilizzazione (come disinfezione o filtrazione) per renderla sicura, salubre e conforme agli standard di legge. Per l’acqua minerale, al contrario, è vietato qualsiasi trattamento che ne alteri la composizione originale poiché deve essere imbottigliata così come sgorga dalla fonte.
Infine, le due tipologie di acque differiscono per composizione e caratteristiche. L’acqua minerale ha una composizione costante con un tenore specifico di sali minerali e oligoelementi che, a seconda della quantità, le conferiscono proprietà salutari specifiche. La composizione dell’acqua potabile non è fissa e può variare.
A livello legislativo, ci sono delle leggi specifiche che le regolamentano, come il Decreto Legislativo n.176/2011 per le acque mineralei. Per essere commercializzate, esse devono ottenere uno specifico riconoscimento del Ministero della Salute che ne attesti provenienza, purezza e composizione. L’acqua potabile, invece, è regolamentata dal Decreto Legislativo n. 18/2023. Inoltre, per garantirne la sicurezza, viene trattata e controllata lungo tutta la rete di distribuzione.
Per sintetizzare, l’acqua minerale è pura, poiché non viene trattata e viene imbottigliata così come fuoriesce dalla sorgente. Al contrario, l’acqua potabile, per poter essere tale, ha bisogno di trattamenti specifici.



